Introduzione a Reggio Calabria
In questo splendido scenario convivono natura e storia, cultura e tradizioni, divertimento e curiosità. La passeggiata lungo la via Marina riserva le memorie dell’antichità, con la presenza delle Mura Greche e delle Terme Romane, e, in fondo al lungomare, il Museo Archeologico Nazionale che custodisce, insieme ai Bronzi di Riace, magnifiche ed antiche memorie di età Preistorica, Greca e Romana. Il Museo merita di essere visitato per le importanti collezioni ospitate, che vanno dall'età preistorica al periodo di colonizzazione greca, oltre a un'ampia collezione di opere d'arte romane, bizantine e medievali. Il cuore del centro storico batte in Corso Garibaldi, tra boutique e palazzi Liberty, con il fastoso Teatro Cilea, l’imponente Cattedrale, il Duomo con la sua illuminazione notturna e il Castello Aragonese. Lungo la cosiddetta via greco-romana, si trovano la Chiesa degli Ottimati, l’unica in stile Arabo-Normanno della città, e la Cattolica dei Greci.

Museo Archeologico Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stato riconosciuto tra gli istituti museali archeologici più prestigiosi d’Italia con l’istituzione delle autonomie operata dalla Riforma del MiBACT del 2014.
Il Palazzo che lo ospita è tra i primi, in Italia, ad essere progettato al fine esclusivo dell’esposizione museale, intitolato a Marcello Piacentini, uno dei massimi esponenti dell’architettura del primo Novecento, che lo concepì in chiave moderna, dopo aver visitato i principali musei d’Europa.
Collocato nel cuore della città, il Museo nasce dalla fusione del Museo Statale con il Museo Civico di Reggio Calabria, quest’ultimo inaugurato il 18 giugno 1882 per custodire i numerosi reperti archeologici provenienti dal territorio.
La struttura del Museo presenta quattro piani espositivi, più il terrazzo e un’area per le esposizioni temporanee.
Al piano terra danno il benvenuto ai visitatori i Bronzi di Riace, simbolo della città di Reggio Calabria, assieme ai Bronzi di Porticello. La stanza in cui sono esposte le statue mantiene una temperatura costante per salvaguardare l’integrità dei reperti.
Il piano ammezzato offre la possibilità di calarsi nei panni degli abitanti della Magna Grecia, osservando utensili e oggetti quotidiani, corredi maschili e femminili, mosaici decorativi e tutto ciò che riguardava i costumi funerari dell’epoca, come le magnifiche anfore nella tipica cromatura nera e rossa.
I monitor touch screen posti tra le teche permettono inoltre un’esperienza partecipata, mostrando approfondimenti e rielaborazioni 3D delle abitazioni, degli scenari e degli ambienti da cui gli oggetti esposti provengono.
Al primo piano ci si trova di fronte a tutto ciò che riguarda le città e i santuari della Magna Grecia, con diverse le aree sacre di cui sono stati ritrovati ed esposti numerosi oggetti di culto, come statuette, giare, pietre incise, frammenti architettonici dei vari templi. Protagonisti di questo settore sono i Pinakes, tavolette in terracotta recanti scene a rilievo, che raccontano vicende storiche dal grande fascino culturale.
Il secondo piano ospita un excursus dell’era preistorica, dall’età della pietra a quella dei metalli, offrendo un approfondimento delle trasformazioni economiche e sociali. Tra i reperti esposti in questo settore, oggetti provenienti dalla necropoli di Macchiabate, ornamenti e utensili femminili e maschili, armi, anfore, pietre levigate ma soprattutto scheletri animali e umani e un bellissimo disegno di un bue inciso sulla roccia.
Il sotterraneo del Museo racchiude una location molto suggestiva, in cui una luce bluastra illumina la stanza e si possono ammirare alcuni reperti navali, tra cui resti di imbarcazioni e numerose anfore recuperate dai fondali marini.
Sul terrazzo si può ammirare lo spettacolo naturale dello Stretto, che si offre in tutto il suo splendore da un eccezionale punto d’osservazione.


Castello Aragonese
Il Castello è la principale fortificazione della città e sorge nell'omonima piazza. Passata dai Bizantini ai Normanni, nel 1059, e, nel 1266, a Carlo I d'Angiò, la fortezza subì, nel corso dei secoli, restauri e modifiche, per essere adeguata all'evoluzione delle macchine d'assedio e alle artiglierie.
Fu, nel 1458, re Ferrante a fare aggiungere due torri merlate e il fossato, mentre, nel 1539, Pietro da Toledo ne aumentò la capienza permettendo al popolo reggino di trovare riparo dalle invasioni turche.
Convertito in caserma al tempo di Ferdinado I, il castello Aragonese si è trasformato, in epoca risorgimentale, in prigione politica e in luogo di esecuzione dei ribelli.

In seguito al terremoto del 1908 si valutò l'ipotesi di demolire la struttura, estremamente danneggiata dal sisma, salvando tuttavia la parte del bastione. E così nove decimi della fortezza furono spazzati via per sempre.
Sede dell'osservatorio dell'Istituto nazionale di geofisica fino al 1986, la costruzione accoglie attualmente mostre ed eventi culturali.
Cattedrale Maria SS. Assunta
Il più grande edificio religioso della Calabria si trova in piazza Duomo, nel centro storico della città.
La Cattedrale risale agli inizi del II millennio quando, con l'invasione normanna dell'Italia meridionale, la città subì un processo di latinizzazione con conseguente abbandono del culto greco-bizantino.
Il centro dell'imponente facciata presenta una trifora sormontata da un rosone e tre portali in bronzo. Le statue di San Paolo e Santo Stefano di Nicea, scolpite da Francesco Jerace, svettano sul sagrato.
Entrando nell’edificio, illuminato da grandi vetrate policrome, il visitatore incontra un impianto basilicale a tre navate interrotte da tre transetti e divise da file di colonne in marmo.
Di grande interesse artistico è la Cappella del Santissimo Sacramento, il più importante monumento d'arte barocco-seicentesca dell'arcidiocesi reggina, dichiarata monumento nazionale.
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